giovedì 8 marzo 2012

Estensione per mostrare il tempo rimasto alla batteria in Gnome-Shell

Wow, più di 4 mesi di astinenza da questo blog!

Beh, che dire, non sono certo stato con le mani in mano. Ho testato a fondo Gnome-Shell su Ubuntu 11.10 e non vedo l'ora di provare Gnome 3.4 sulla 12.04 LTS.

Nel frattempo vi voglio presentare la mia estensione per Gnome-Shell che permette di visualizzare accanto alla batteria il tempo mancante alla scarica / carica.

Mi sono basato sul lavoro di paravoid che mostra la percentuale.

Bando alle ciance, eccovela: https://extensions.gnome.org/extension/230/battery-remaining-time/
Mi raccomando leggete il README, sono presenti due variabili per modificarne il comportamento.

Settando a true la variabile showArrowOnCharge verrà mostrata una freccia verso l'alto tra l'icona e il tempo quando la batteria è in carica.
Settando a false la variabile showOnCharge verrà nascosto il tutto quando la batteria è in carica.

Inoltre vi pregherei di riportare bug, problemi, suggerimenti nella relativa pagina github: https://github.com/dadexix86/battery-remaining-time

Next step: aggiungere la possibilità di mostrare anche la percentuale, tipo [icona] 30% (h:mm).

domenica 16 ottobre 2011

Ubuntu 11.10, come togliere le doppie icone nella tray

Chi, come me, ha odiato sulla 11.04 Natty il fatto che venissero di default nascoste le tray icons nella barra in alto, si sarà ritrovato nella 11.10 a odiare il fatto che ora si vedono due icone della batteria, un'icona (malfuzionante) della chat e altre amenità del genere!

Questo post vi spiega come risolvere il "problema".

Innanzitutto partiamo da ciò che abbiamo fatto in Natty.
Vi ricorderete di certo di questo magico (e astruso) comando:
gsettings set com.canonical.Unity.Panel systray-whitelist "['all']"
che ci aveva permesso di avere di nuovo TUTTE le nostre belle icone colorate nella tray (Skype compreso).

Poi è arrivato Oneiric su cui, di default, quel comando non è stato eseguito.
E allora dobbiamo ripristinare la situazione precedente.

Abbiamo due possibilità, una grafica e una via terminale.
Quella grafica è questa:
1) Installiamo dconf-tools
2) Apriamo dconf-editor
3) Andiamo in desktop>unity>panel
4) In basso a destra clicchiamo "Set to Default"
5) Aggiungiamo le icone che ci interessano (ad esempio Skype, come nell'immagine)

6) Chiudiamo e abbiamo vinto, dal prossimo caricamento di unity avremo solo quelle selezionate.

Via terminale, invece, diamo
gsettings set com.canonical.Unity.Panel systray-whitelist "['JavaEmbeddedFrame', 'Wine', 'scp-dbus-service', 'Update-notifier', 'Skype']"
E, come sopra, alla riapertura di Unity avremmo risolto il nostro problema.



Possiamo chiaramente riavviare Unity senza dover riavviare il sistema né tornare alla schermata di accesso. Apriamo un terminale (o Alt+F2) e diamo:
unity --replace & disown

Et voilà, sparita la seconda batteria!

venerdì 5 agosto 2011

Evolution chiuso nel MessagingMenu di Ubuntu, ecco come!

Ebbene sì, come potete vedere dall'immagine è ora possibile chiudere evolution nell'indicatore di sistema, come si fa con pidgin e tante altre applicazioni.



Evolution continuerà a lavorare in background e ci avviserà nel caso arrivassero nuove email.

Come fare ad installarlo? Semplice.
Innanzitutto chiudiamo evolution, poi aggiungiamo il ppa di Geoff Goehle e aggiorniamo l'elenco software:
sudo add-apt-repository ppa:goehle/goehle-ppa
sudo apt-get update
A questo punto non ci resta che aggiornare evolution-indicator:
sudo apt-get install evolution-indicator
Ora possiamo riaprire evolution e configurare questo plugin andando in Modifica>Plugin e selezionando Evolution Plugin.
Le opzioni sono tante, tra cui anche l'avvio automatico:

Buona gestione di posta con Evolution!

Fonte: http://www.addictivetips.com/ubuntu-linux-tips/minimize-evolution-to-ubuntu-system-tray-with-patched-evolution-indicator/

mercoledì 6 luglio 2011

Gooooooooooooooogle Plus

Ebbene sì, come potete vedere dall'immagine, sono dentro!

Inutile dire che questa volta (al contrario che con i due flop Buzz e Wave) Google ha fatto davvero centro!

Come prime impressioni questo nuovo Social Network si merita almeno 9 decimi di apprezzamento, sia per l'enorme personalizzazione che possiamo dare ai post e alle pubblicazioni, che per l'integrazione con tutto il resto di Google e, infine, per la grafica: innovativa ma non troppo, come piace a me.


Anyway, per iscriversi bisogna avere un account Gmail, essere invitati e aspettare che aprano le iscrizioni (da quel che ho capito le stanno facendo andare a ondate, credo per testare lo stress dei servers).

Chi volesse essere invitato dal sottoscritto, basta che scriva il proprio indirizzo email in risposta a questo post.

Aspetto vostre nuove (e soprattutto tanti futuri googlers+)!

venerdì 24 giugno 2011

Le icone della tray? Nel pannello in alto.



Ebbene sì, come potete vedere nell'immagine, tutte le icone che di default ci troveremmo nella tray in basso a destra sono, invece, accanto al nome dell'utente lassù nel pannello.

Oh qual magheggio è mai questo?

Nessun magheggio, solo l'enorme, incontrastabile, ineluttabile, inetcetc potenzialità di Gnome-Shell.
Eh sì, era tanto che non ne parlavo, eh?
E pensavate mica che me ne fossi dimenticato???

Ecco, Gnome-Shell, grazie al sistema delle "estensioni" permette, praticamente, qualsiasi cosa.
Ad esempio Pidgin integrato alla perfezione, banshee nella tray in alto, la possibilità di dimenticarci del mouse anche in modalità dashboard e tante altre cose.

Quest'oggi vi voglio parlare di quel magheggio lassù.
Ho trovato tempo addietro una piccola estensione, ad opera di Finnbarr P. Murphy, dal nome indicators.
Il funzionamento è decisamente semplice, così l'ho modificata per adattarsi ai miei scopi e ve la allego "così com'è".

Al momento supporta la "messa in pannello" delle seguenti applicazioni:

Gnote
Dropbox
Banshee
Weather Indicator
Googsystray
Skype
Pidgin


Come abilitare questa estensione? Come tutte le altre:
cd ~/.local/share/gnome-shell/extensions (se non l'avete createla)
git clone git://github.com/dadexix86/app-indicators-gnome-shell.git

poi Alt+F2, scrivete r e date Invio (questo riavvierà la shell)...
Et Voilà!!
Semplice no?

Se volete aggiungere qualche applicazione, beh, aprite il file extension.js e aggiungete le applicazione che volete.

domenica 24 aprile 2011

La tastiera, questa sconosciuta

Arriva un momento nella vita di ogni utilizzatore di computer in cui ci si rende conto di possedere una tastiera.
Quella cosa che ci ha permesso di mandare centinaia di e-mail indesiderate, scrivere migliaia di righe di documenti, svariate decine di migliaia di righe di codice, eccecc...
E ci si accorge che fa proprio schifo, tra le macchie di unto, quelle di caffè, i capelli e la polvere sotto i tasti... E ci si dice che, in fondo, macchissenefrega!

Fino al giorno in cui non si scopre di essere allergici agli acari, e allora quella polvere diventa una minaccia costante. E quella volta che avevamo l'influenza e abbiamo chattato con una persona all'altro capo del mondo?
Non gli abbiamo certo attaccato nulla, ma sarà per caso mica che i germi sono ancora lì, annidati tra le pieghe dei tasti, e magari è anche per questo che non riuscivamo a farci passare quel dannato raffreddore?

E allora? E allora se magari è più di tre anni che avete il computer, una pulitina alla tastiera meriterebbe darla, ecco spiegato per passi come fare:

1) Spegnere il computer (sì, lo so che per molti QUESTO è il passo più difficile, ma ne va della vostra salute!).

2) Convincersi profondamente che bisogna farlo, anche controvoglia. Ci sarà un momento in cui QUALSIASI ALTRA COSA sarà più allettante che continuare, quindi meglio premunirsi di post-it sparsi un po' ovunque per casa, con su scritto "Non mollare", "Ce l'hai quasi fatta", "Dopo sarà meglio", "È quasi finita" e altre cose di questo tipo.

3) Staccare la tastiera dal computer (saltate ovviamente questo passo se ne avete una wireless!) [Nota Bene: se avete un portatile lasciate perdere, smontare la tastiera può significarne la morte. Io non mi assumo alcuna responsabilità di utilizzi impropri di questa guida.]

4) Procurarsi un vecchio giornale cartaceo o uno straccio abbastanza grande (da ora in poi "piano di lavoro"), aprirlo su una superficie piana e appoggiarci sopra la tastiera.

5) Girare sottosopra la tastiera, cercando di mantenerla il più possibile sul piano di lavoro.

6) Procurarsi un cacciavite atto a svitare le viti che dovreste vedere e svitare tutte le viti che vedete e asportate lo strato così liberato. Fate attenzione: se ce n'è di dimensioni diverse mettetele in maniera tale da potervi ricordare dove erano quando le rimonterete!

7) Dovreste essere arrivati a una piastra metallica con altre viti. Ripetete il passo 6.

8) Finalmente dovreste essere arrivati a una piastra di gomma, con delle linee. State attenti: quelle linee sono dei cavi elettrici, quindi non danneggiateli!

9) Con molta delicatezza asportate questo strato e il successivo e metteteli da parte.

10) Cercate di smontare, svitandole, le piastre che dovrebbero contenere i led e i cavi di collegamento.

11) Dovreste essere arrivati finalmente al retro dei tasti, senza altri ingombri. Se così non fosse continuate a togliere strato su strato fino a questo punto.

12) Togliete dal piano di lavoro tutto ciò che avete smontato finora.

13) Ora sollevate dolcemente la tastiera con una mano, mentre con l'altra spingete, ancora più dolcemente, il retro dei tasti (che dovrebbero essere incastrati con una o più linguette) fino a farli uscire tutti dalle loro sedi. Se ci sono tasti "morbidi" è possibile che questi si smontino alzando verso l'alto anziché spingere verso il basso, ma confido nella vostra intelligenza per capirlo. Comunque, togliendoli, non fateli uscire dal piano di lavoro.

14) A questo punto vi sono due possibilità. La prima è che la vostra tastiera non sia stata utilizzata molto, la seconda, invece, che l'abbiate utilizzata parecchio. Nel primo caso armatevi di alcool denaturato (quello rosa per intenderci), un pezzo di carta assorbente, imbibite la carta assorbente di alcool e pulite tutti i tasti uno ad uno, poi  saltate punto 19. [NB: Se avete programmato qualcosa anche solo una volta, consideratevi nella seconda, perché mettersi le mani nei capelli e bere caffè mangiando schifezze debuggando un programma, anche semplice, è considerabile uso intensivo della tastiera.]

15) Riempite un lavello di acqua tiepida e sapone per i piatti, che possibilmente faccia poca schiuma.

16) Ora che avete smontato tutto e sul piano di lavoro sono rimaste solo plastica e gomma, prendete gli angoli del vostro piano, alzatelo e portatelo sopra il lavello. Mettete dentro il lavello, con delicatezza, tutto ciò che era sul piano di lavoro.

17) Procuratevi una spazzolina per i piatti e via, dateci dentro con tutti i tasti e le componenti!

18) Sciacquate il tutto, e stendetelo ad asciugare su un grosso asciugamano/straccio, ricordandovi di girare verso il basso le parti concave, in maniera tale che l'acqua scenda.

19) Quando il tutto è asciutto, potete rimontarlo facendo al contrario i passi che avete fatto per smontarlo...

Non vi ricordate proprio come erano messi i tasti, eh? Ci sono mooolte soluzioni.

La prima è andare a memoria, la seconda un po' più affidabile è cercare su internet o sul nostro computer la disposizione della nostra tastiera.

Su Gnome3 è possibile farlo cercando le parole "impostazioni lingua" (o ogni loro sotto stringa, tipo "impo ling") a shell aperta, aprire l'applicazione, andare sulla Tab "Disposizioni", selezionare Italia e clickare il simbolo con le ruote dentate in basso.
Si aprirà un'immagine che potrete facilmente tenere sotto gli occhi mentre la rimontate.

Questa è un'immagine della mia tastiera mentre asciuga vicino alla finestra :)



Buona pulizia a tutti!!

venerdì 22 aprile 2011

Gnome3 e simili

Come intuibile, mister Canonical ha deciso che il mio computer era troppo vecchio per supportare Unity, il nuovo desktop manager della mia distro preferita (Ubuntu).

E allora che si fa? Si abbandona Ubuntu, la sua comunità composta sempre più di gente più o meno n00b, pseudo esperta, guru autonominati?

Abbandonare il primo amore, ciò che mi ha fatto scoprire il mondo GNU/Linux?
Che mi ha fatto capire l'importanza di avere una conoscenza libera da catene e da vincoli economici?

Assolutamente NO!!

Per fortuna ancora una volta (come con LibreOffice), la comunità ha le idee più chiare delle aziende e, quindi, è già partito un progetto (per ora alla milestone 0.0.1), che ovviamente mi include già tra i suoi più accaniti sostenitori e bug-reporter, di creare una versione di Ubuntu con Gnome3 al posto di Unity (che utilizza ancora Gnome2, non fatevi ingannare dalle belle apparenze, è già vecchia prima di uscire e ci darà tanti guai questa cosa).

Stranamente (davvero è strano?) Gnome3 supporta alla perfezione la mia vecchia scheda video ATI Radeon X600 con 256 MB di memoria dedicata :)

Ecco il link alla pagina ufficiale di UGR (Ubuntu Gnome Remix): http://ugr.teampr0xy.net/
da cui potrete accedere facilmente alle istruzioni per l'installazione, alla pagina launchpad, etc.

A presto con un nuovo articolo sul diritto di autore e i watermark, potete trovare qualche anticipazione sulla mia pagina tumblr: http://davidealberelli.tumblr.com/post/4743728461/il-diritto-dautore-che-gran-magagna

giovedì 3 marzo 2011

Problemi di Copyleft? Aggiungiamo un watermark in 4 semplici passi con imagemagick

Come avevo scritto in un precedente post spesso le politiche dei nostri social network preferiti, in merito ai materiali pubblicati, non sono certo delle più "oneste" nei confronti della proprietà intellettuale degli utenti, specie dei più inesperti.

Quello di cui voglio parlarvi oggi è uno script di mia creazione che permettere di applicare un watermark su tutte le foto contenute in una cartella, con lo scopo evidente di pubblicarle poi sul web, su Facebook, Flickr, twitpic o quant'altro.

Il watermark applicato non è molto invasivo perché si tratta, semplicemente, di una scritta bianco e nera che viene applicata in basso a destra nella foto e il cui contenuto viene deciso da voi.

Io personalmente applico questo watermark: "(CC-BY-NC-SA) by Davide Alberelli", ma ognuno è libero di metterci ciò che vuole, adattandolo alle proprie esigenze (ad esempio se stessi pubblicando su deviantART metterei una by-nc-nd.

La dimensione predefinita del font è abbastanza alta in quanto, spesso, le foto vengono ridimensionate dai servizi cui noi le sottoponiamo e quindi si rischia che la scritta diventi velocemente illeggibile.

Lo script crea inoltre una copia di backup delle foto nella cartella Original_MM-GG-AA nel caso cambiassimo idea.

Per utilizzare lo script basta che copiate questo in un file di testo, lo salviate col nome che preferite (personalmente utilizzo watermark.sh), gli diate i permessi di esecuzione con chmod o da nautilus e poi lo eseguite passando in input la cartella in cui sono contenute le foto e la scritta da applicare.

Se dimenticate la scritta da imprimere, viene automaticamente impresso "(CC-BY-NC-SA) by nome_utente".

Ecco lo script:

#!/bin/bash
# watermark.sh
#
# Usage: ./watermark directory [watermark]
#
#Script that impress "watermark" on the photos in the directory
# passed as first argument.
#
#Author: Davide Alberelli dadexix86@gmail.com#License and Warranty: GNU/GPL 3, can be found at the page http://www.gnu.org/licenses/gpl.html#
#For a full list of usable fonts, type in a terminal
# convert -list font
#
font="Ubuntu-Grassetto"
dimensione=40
if [ $# -lt 2 ]; then
if [ "$1" == "-h" ]; then
echo "Usage: $0 directory [watermark]"
echo
echo "This script first make a backup copy of the files in the \
directory \"directory\" to the directory \"directory/Original_MM-DD-YY\"."
echo "In a second time it just add the string \"watermark\" in a \
fashion style to the .jpg files in the directory \"directory\"."
echo "If \"watermark\" is not passed then it would be assumed as (CC-BY-NC-SA) by $USER."
exit
elif [ -d "$1" ]; then
workdirectory=$1
watermark="(CC-BY-NC-SA) by $USER"
else
echo "Usage: $0 directory watermark"
echo "Type $0 -h for instructions"
exit
fi
else
workdirectory=$1
watermark=$2
fi
mkdir -p "$workdirectory"/Original_$(date +%m%d%y)
echo "Copying backup files..."
cp -r "$workdirectory"/*.jpg "$1"/Original_$(date +%m%d%y)
echo
echo "Adding watermark $watermark..."
for file in "$workdirectory"/*.jpg; do
`convert "$file" -font "$font" -pointsize $dimensione \
-draw "gravity southeast \
fill black text 3,8 '$watermark' \
fill grey text 1,11 '$watermark' " \
"$file"`
done

E alcuni esempi di utilizzo sull'immagine


./watermark.sh "/home/davide/Scrivania/Ginevra Febbraio" "(CC-BY-NC-SA) by Davide Alberelli"
darà questo risultato

./watermark.sh "/home/davide/Scrivania/Ginevra Febbraio"
darà questo risultato

./watermark.sh
darà come risultato
Usage: ./watermark.sh directory watermark
Type ./watermark -h for instructions


Spero che a qualcuno possa tornare utile!
Buona pubblicazione a tutti!!

domenica 27 febbraio 2011

Esperimento Facebook


È iniziato ieri sera un esperimento che prevede il mio rientro su Facebook.

Un esperimento “strano”, forse contro corrente come al solito (che bell’ossimoro).

La domanda a cui cercherò di dare una risposta è la seguente:

È possibile utilizzare un social network esteso (e invadente) come facebook in maniera ‘responsabile’, senza far sì che esso prenda il sopravvento, ovvero è possibile guidarlo senza farsi guidare?

Con altri tools quali twitter, identi.ca e diaspora* (tra l’altro se volete ho ancora 5 inviti) la cosa è abbastanza semplice e l’esperimento ha dato finora esiti molto positivi.

[continua su Tumblr]

martedì 1 febbraio 2011

Montare immagini .iso con tutti i permessi necessari

Quante volte è capitato che "doppioclickando" su un'immagine iso questa venisse montata e aperta pronta per essere usata, senza però i permessi di esecuzione?

Quante volte in seguito a questo avete deciso che facevate prima a scrivere il tutto sul cd e poi inserirlo, per rendervi conto che tanto non sarebbe cambiato nulla?

Ma è possibile montare un'immagine iso, facilmente, con permessi di esecuzione?

Certo che sì!

Basta creare una nuova cartella (ad esempio /mnt/BLABLABLA) e inserire questa semplice riga nel terminale:
sudo mount -t iso9660 -o loop,exec PERCORSO/IMMAGINE.iso /mnt/BLABLABLA/
Esempio pratico:

$ sudo mkdir /mnt/CD
$ sudo mount -t iso9660 -o loop,exec /home/davide/Scaricati/ubuntu-10.10-desktop-i386.iso /mnt/CD/
Ci basterà poi a questo punto aprire la cartella /mnt/CD per avere la nostra immagine .iso di ubuntu montata e pronta all'uso.